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	<title>Studio Commercialista &#187; vantaggi fiscali</title>
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	<description>Consulenza Aziendale nel Cilento</description>
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		<title>Legge di Stabilità: il regime fiscale agevolato</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2015 17:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mauro Esposito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[contabilità]]></category>
		<category><![CDATA[minimi]]></category>
		<category><![CDATA[regimi]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggi fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella legge di Stabilità è prevista l&#8217;introduzione di un regime agevolato per i lavoratori autonomi. Per gli artigiani e i commercianti iscritti all&#8217;INPS vi sono anche delle agevolazioni contributive che consentono di pagare i contributi in relazione al reddito, senza il rispetto dei minimali contributivi. Il Ddl. di stabilità 2015, all’art. 9, introduce il nuovo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella legge di Stabilità è prevista l&#8217;introduzione di un <strong>regime agevolato per i lavoratori autonomi</strong>. Per gli artigiani e i commercianti iscritti all&#8217;INPS vi sono anche delle agevolazioni contributive che consentono di pagare i contributi in relazione al reddito, senza il rispetto dei minimali contributivi.</p>
<p><b>Il Ddl. di stabilità 2015, all’art. 9, introduce il nuovo “regime fiscale agevolato per autonomi”</b> a decorrere <b>dal 2015</b>,<b>.</b></p>
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<div class="abstract">
<p><b>Convenienza da verificare per il nuovo regime forfetario Ddl. di stabilità 2015</b></p>
</div>
<div class="text">
<p><b>Il Ddl. di stabilità 2015, all’art. 9, introduce il nuovo “regime fiscale agevolato per autonomi”</b> a decorrere <b>dal 2015</b>,<b>.<br />
</b><b>Convenienza da verificare per il nuovo regime forfetario Ddl. di stabilità 2015. </b>Le prime applicazioni indicano per i professionisti un risparmio d’imposta modesto o assente. Non credo si possa parlare di semplificazione e nemmeno di riduzione delle imposte nel nuovo Regime dei Minimi.</p>
<p>Il Ddl. di stabilità 2015, all’art. 9, introduce il nuovo “<b>regime fiscale agevolato per autonomi</b>”.<br />
Il nuovo regime prenderà il posto, a decorrere <b>dal 2015</b>, del regime delle nuove iniziative produttive, di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e degli “ex minimi”, <b>abrogando</b> le norme istitutive (rispettivamente, l’art. 13 della L. 388/2000, l’art. 27 del DL 98/2011, l’art. 1 commi 96-117 della L. 244/2007). Ad una prima analisi, peraltro, il regime, pur introducendo significative novità, <b>mantiene</b> alcune <b>caratteristiche tipiche</b> dei regimi che intende sostituire.</p>
<p><b>Accesso al regime 2015</b></p>
<p><b>Accesso ex novo</b></p>
<p>Per i soggetti che avviano <b>ex novo</b> un’attività (i quali possono applicare da subito il regime forfetario effettuando apposita segnalazione nel modello AA9/11) e che soddisfano determinate condizioni, è prevista un’<b>ulteriore agevolazione</b> per i primi tre anni di attività, consistente nella <b>riduzione di un terzo</b> del <b>reddito imponibile </b>determinato dall’applicazione del coefficiente di redditività. In sostanza tali soggetti potrebbero applicare l’aliquota d’imposta sostitutiva del 15% sui 2/3 del predetto reddito. Il beneficio è accordato solo se:<br />
&#8211; il contribuente <b>non</b> abbia esercitato, nei <b>tre anni precedenti</b> l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;<br />
&#8211; l’attività da esercitare <b>non </b>costituisca, in nessun modo, <b>mera prosecuzione</b> di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;<br />
&#8211; qualora venga <b>proseguita un’attività</b> svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente <b>non</b> sia <b>superiore</b> ai limiti reddituali previsti per quell’attività sulla base della classificazione ATECO.</p>
<p><b>Nella relazione illustrativa vengono fornite importanti precisazioni:</b></p>
<p><b>Limite dei ricavi.</b></p>
<p>il limite di ricavi dell’anno precedente all’ingresso nel regime riguarda <b>i ricavi di cui agli artt. 57 e 85 del Tuir</b>; tra i ricavi, deve, quindi, essere compreso anche <b>il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore</b> da attribuire in conformità alle disposizioni contenute nell&#8217;art. 9, comma 3, del Tuir;</p>
<p>Per quanto riguarda <b>le imprese (e quindi non  lavoratori autonomi)</b> per l’accesso al regime i ricavi devono essere assunti considerando <b>la competenza economica</b>: si deve tener conto anche delle <b>cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate</b> per le quali, però, si sono verificati i presupposti previsti dall’art. 109, comma 2, del Tuir.</p>
<p>Poi una volta entrati nel regime forfetario, gli imprenditori, ai fini della verifica del superamento del limite dei ricavi, dovranno utilizzare <b>il criterio di cassa</b>, in quanto <b>rilevano solo i ricavi che hanno avuto la loro manifestazione numeraria</b> (sul punto sarebbe da chiarire, invece, come si devono comportare gli imprenditori che usufruivano del regime dei minimi, che determinano il reddito 2014 secondo il regime di cassa, e che dal 2015 entrano nel nuovo regime forfetario).</p>
<p>Nel caso di <b>cessazione dell’attività nel corso del 2014</b> ed inizio di <b>una nuova nel 2015</b>, diversa dalla precedente, comunque rilevano i ricavi di competenza dell’anno precedente a quello di accesso al regime: “i<i>n sostanza, i ricavi conseguiti nell’anno solare precedente prescindono, totalmente, dall’attività a cui gli stessi si riferiscono, pertanto la posizione del contribuente va considerata nel suo insieme e non in relazione alla specifica attività svolta”</i>.</p>
<p><b>Non </b>rilevano i <b>ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore e ai parametri</b>;</p>
<p>Nel caso di <b>esercizio contemporaneo di attività</b> contraddistinte da diversi codici ATECO, assume rilievo il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi ai predetti codici.</p>
<p><b>Spese per lavoro dipendente e assimilati</b></p>
<p>Per accedere al regime forfetario i soggetti interessati <b>non devono aver sostenuto spese superiori ad € 5.000 lordi per:</b></p>
<p>&#8211;        lavoro accessorio (art. 70 del D.Lgs n. 276/2003);</p>
<p>&#8211;        lavoro dipendente, collaboratori di cui all&#8217;articolo 50, comma 1, lettere c) e c-<i>bis</i>), del Tuir (borse di studio o addestramento professionale), collaboratori assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto (art. 61 D.Lgs n. 276/2003);</p>
<p>&#8211;        somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro (art. 53, co.2, lettera c), del Tuir);</p>
<p>&#8211;        somme per le spese per prestazioni di lavoro erogate all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del Tuir).</p>
<p><b>Acquisto di beni strumentali</b></p>
<p>Il <b>costo complessivo</b>, al <b>lordo degli ammortamenti</b>, dei beni strumentali alla chiusura dell&#8217;esercizio non deve <b>superare € 20.000</b>. Pertanto, per coloro che dovranno accedere al nuovo regime forfetario dal 2015 si dovrà verificare che “lo stock” di beni strumentali detenuti alla fine dell’esercizio antecedente a quello di entrata (quindi al 31/12/2014) non sia superiore ad € 20.000; nel calcolo si dovrà comunque tenere in considerazione che:</p>
<p>&#8211;        per i <b>beni in leasing</b> rileva il <b>costo sostenuto dal concedente</b>;</p>
<p>&#8211;        per i beni in <b>locazione, noleggio e comodato</b> rileva il <b>valore normale</b> dei medesimi determinato ai sensi dell&#8217;articolo 9 del Tuir;</p>
<p>&#8211;        i <b>beni,</b> detenuti in regime di impresa o arte e professione, <b>utilizzati promiscuamente </b>per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, <b>concorrono nella misura del 50%</b>; concorrono sempre nella misura del <b>50% anche i beni a deducibilità limitata</b>, telefonia e mezzi di trasporto, non dovendo per quest’ultimi essere considerati i limiti di valore ai fini della deducibilità previsti dall’art. 164, comma 1, lett. B), del Tuir.</p>
<p>Non saranno rilevanti invece nel calcolo:</p>
<p>&#8211;        <b>beni il cui costo unitario non è superiore ad € 516,46;</b></p>
<p>&#8211;        i <b>beni immobili</b>, comunque acquisiti, utilizzati per l&#8217;esercizio dell&#8217;impresa, dell&#8217;arte o della professione.</p>
<p>Nel recente incontro tenutosi con la stampa specializzata l’agenzia delle entrate ha inoltre chiarito, in merito al calcolo del limite di € 20.000 che:</p>
<p>&#8211;        <b>non concorrono i beni immateriali</b>;</p>
<p>&#8211;        il <b>rispetto del limite</b> degli acquisti di beni strumentali <b>va verificato con riferimento al costo sostenuto al netto dell’imposta</b> sul valore aggiunto, anche se non è stato esercitato il diritto di detrazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Redditi di lavoro dipendente</b></p>
<p>I contribuenti <b>possono</b> accedere al regime forfetario se i redditi conseguiti nell&#8217;attività d&#8217;impresa, dell&#8217;arte o della professione <b>siano prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati,</b> di cui rispettivamente agli artt. 49 e 50 del Tuir (compresi quindi i redditi da pensione).</p>
<p>La verifica di tale prevalenza non e&#8217;, comunque, rilevante se:</p>
<p>&#8211;        <b>il rapporto di lavoro è cessato;</b></p>
<p>&#8211;        <b>la somma dei redditi d&#8217;impresa, dell&#8217;arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l&#8217;importo di € 20.000.</b></p>
<p>A tal fine <b>non rileva</b> la presenza di redditi di lavoro autonomo o d’impresa <b>occasionali</b> ex art. 67, del Tuir, ovvero di redditi derivanti da rapporti di associazione in partecipazione.</p>
<p><b>Permanenza</b> <b>nel regime</b></p>
<p>Per rimanere nel regime, riservato alle <b>persone fisiche</b> esercenti attività d’impresa, arti o professioni (incluse le <b>imprese familiari</b>), devono sussistere, nell’<b>anno precedente</b>, i seguenti <b>contemporanei requisiti</b>:<br />
&#8211; <b>ricavi</b> conseguiti/<b>compensi</b> percepiti, <b>ragguagliati ad anno</b>, <b>non superiori</b> a <b>limiti predeterminati</b>, da<b>TABELLA</b>, indicati nell’allegato alla legge di stabilità, diversi a seconda del <b>codice ATECO</b> che contraddistingue l’attività esercitata (non sono computati i maggiori ricavi o compensi da adeguamento agli studi di settore);<br />
&#8211; sostenimento di <b>spese per lavoro</b> accessorio, per lavoro dipendente e assimilato di ammontare complessivamente <b>non superiore</b> a <b>5.000 euro lordi</b>;<br />
&#8211; sostenimento di spese per <b>beni strumentali</b> <b>non superiori</b> a <b>20.000</b> euro, al lordo degli ammortamenti (inclusi: i beni in leasing, locazione, noleggio e comodato, il 50% dei beni ad uso promiscuo; esclusi: i beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro e gli immobili utilizzati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione).</p>
<p>A quest’ultimo riguardo, è bene segnalare la previsione di un particolare <b>regime transitorio</b> applicabile limitatamente a coloro che, al <b>31 dicembre 2014</b>, già fruiscono del regime delle nuove iniziative produttive, di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e degli “ex minimi” (art. 9 commi 33, 34, 35 del Ddl. di Stabilità).</p>
<p><b>Cambiati i vantaggi per i nuovi minimi.</b></p>
<p>&#8211; sono <b>esclusi</b> da <b>IVA</b>, <b>IRAP</b>, <b>studi di settore</b> e parametri;<br />
&#8211; determinano il reddito, assoggettato a un’<b>imposta sostitutiva</b> di IRPEF, addizionali e IRAP pari al <b>15%</b>,</p>
<p>&#8211; <b>imponibile forfettario</b> determinato applicando all’ammontare dei <b>ricavi</b> o dei <b>compensi percepiti</b> i <b>coefficienti di redditività</b> indicati nell’allegato alla legge di stabilità, diversificati a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata;<br />
&#8211; <b>non</b> vedono assoggettati a <b>ritenuta d’acconto</b> i ricavi o compensi corrisposti dal sostituto d’imposta;<br />
&#8211; <b>non</b> sono tenuti a <b>operar</b>e le <b>ritenute alla fonte</b> di cui al titolo III del DPR 600/73 (ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, sui redditi di lavoro autonomo, ecc.); tuttavia, nella dichiarazione dei redditi, i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del <b>percettore dei redditi</b> per i quali all’atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l’ammontare dei redditi stessi;<br />
&#8211; possono applicare il regime fino a quando ne possiedono i requisiti (quindi, <b>nessun limite di durata</b>).</p>
<p>Sono <b>comunque ESCLUSI</b> dal regime forfetario:<br />
&#8211; le persone fisiche che si avvalgono di <b>regimi speciali IVA</b> o di <b>regimi forfetari</b> di determinazione del reddito;<br />
&#8211; i soggetti <b>non residenti</b>, <b>ad eccezione</b> di quelli che <b>risiedono</b> in uno degli <b>Stati Ue</b> o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano <b>redditi</b> che costituiscono <b>almeno il 75%</b> del reddito complessivamente prodotto (vengono così recepite le modifiche della legge europea 2013-<i>bis</i>, non ancora approvata in via definitiva);<br />
&#8211; i soggetti che, in via esclusiva o prevalente, <b>effettuano cessioni</b> di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;<br />
&#8211; gli esercenti attività d’impresa o arti e professioni che <b>partecipano</b>, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a <b>società di persone </b>o <b>associazioni</b> di cui all’art. 5 del TUIR, ovvero a <b>srl in regime di trasparenza</b>.</p>
<p><b>Tabella </b><b>per settore di attività in base ai codici ATECO.</b></p>
<p>Ai fini dell’applicazione del nuovo regime forfetario introdotto dall’art. 9 del Ddl. di stabilità 2015 assume un ruolo fondamentale la <b>tabella</b>, la cui <b>bozza</b> è riportata in calce all’articolo, che individua, per ogni settore di attività contraddistinto in base ai codici ATECO:</p>
<p>&#8211; il <b>limite</b> di ricavi o compensi percepibili ai fini dell’<b>accesso</b> e della <b>permanenza</b> nel regime;<br />
&#8211; nonché il <b>coefficiente di redditività</b> da applicare ai ricavi/compensi percepiti per la determinazione del reddito imponibile sul quale applicare l’imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali e IRAP pari al 15%.</p>
<p>La disponibilità di questi dati è indispensabile per verificare l’accessibilità al regime da parte dei soggetti potenzialmente interessati e per<b> testare</b> la <b>convenienza</b> dello stesso in <b>rapporto</b> al regime <b>ordinario</b> che, dal 2015, sarà l’<b>unica alternativa</b> a quello forfetario, data l’abrogazione di tutti gli altri regimi agevolati oggi vigenti.</p>
<p><b>Regime transitorio</b></p>
<p>Vi è un particolare <b>regime transitorio</b> per coloro che, al <b>31 dicembre 2014</b>, già sono nel regime dei minimi cioè delle nuove iniziative produttive, di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e degli “ex minimi” (art. 9 commi 33, 34, 35 del Ddl. di Stabilità).</p>
<p>In particolare:<br />
&#8211; viene disposto il <b>transito automatico</b> al nuovo regime forfetario (salvo opzione per l’ordinario) per i soggetti che fruiscono di <b>uno dei tre</b> sopra citati <b>regimi agevolati</b> (“forfettini”, “nuovi minimi”, “ex-minimi”), a condizione che, nell’anno precedente (ossia il 2014 se l’accesso avviene nel 2015), possiedano i requisiti:</p>
<p>&#8211; relativi al limite di ricavi/compensi,</p>
<p>&#8211; spese per lavoro non superiori a 5.000 euro,</p>
<p>&#8211; spese per beni strumentali non superiori a 20.000 euro;</p>
<p>Per questi contribuenti viene riconosciuto il <b>beneficio</b> della <b>riduzione</b> di <b>un terzo</b> del <b>reddito forfetario</b> imponibile per i soli periodi d’imposta che<b> residuano</b> al completamento del <b>triennio agevolato</b> ai soggetti che applicano il regime delle nuove iniziative produttive o di vantaggio, a condizione che:</p>
<p>1) non siano stati superati, nell’anno precedente, i limiti di ricavi/compensi, spese per lavoro e beni strumentali sopra indicati;</p>
<p>2) siano soddisfatti i requisiti della novità dell’attività intrapresa e dell’assenza della mera prosecuzione rispetto ad un’eventuale precedente attività lavorativa di lavoro dipendente o autonomo.</p>
<p><b>In alternativa,</b> la possibilità ai soggetti che nel 2014 hanno applicato il <b>regime di vantaggio</b> di <b>continuare </b>ad<b>avvalersene </b>per il <b>periodo che residua</b> al <b>completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età”.</b></p>
<p>“<b>Attività professionali</b>”</p>
<p>Tornando alla questione del limite di ricavi/compensi e del coefficiente di redditività, per il settore “<b>Attività professionali</b>”, il primo sarebbe pari a <b>15.000 euro</b>, mentre il coefficiente sarebbe pari al <b>78%</b>.</p>
<p><b>ESEMPIO con COMPENSI pari ad €.15.000</b></p>
<p>Ciò significa che:<br />
&#8211; per fruire del nuovo regime forfetario, il professionista non deve aver percepito nel 2014 compensi superiori a 15.000 euro, fermi gli altri requisiti;<br />
&#8211; ipotizzando che i compensi percepiti nel 2015 ammontino a 15.000 euro, il reddito imponibile sarebbe pari a <b>11.700</b> euro (78% di 15.000) e l’imposta sostitutiva pari a <b>1.755</b> euro (15% di 11.700).</p>
<p>Ora facciamo i calcoli con il <b>regime ordinario</b>.</p>
<p>Considerando il reddito professionale netto di 11.700 euro: <b>IRPEF lorda</b> <b>2.691</b> euro (23% di 11.700), <b>detrazioni </b>sul reddito di lavoro autonomo, <i>ex</i>art. 13 comma 5 del TUIR, <b>952</b> euro (1.104 x [(55.000-11.700) / 50.200 ] , <b>addizionale</b> regionale all’1,23%, 144 euro, esenzione dall’addizionale comunale, IRAP non dovuta per assenza dell’autonoma organizzazione.<br />
Ordinariamente sarebbero dovute imposte per<b> complessivi 1.883</b> euro (2.691+144-952).</p>
<p>Il <b>risparmio</b> dato dall’applicazione del regime forfetario risulta, quindi, pari a<b> 128 euro</b>.</p>
<p><b>ESEMPIO con COMPENSI pari ad €.12.000</b></p>
<p>Seguendo lo stesso procedimento, ma ipotizzando compensi annuali pari a 12.000 euro, risulterebbe un’imposta sostitutiva pari a 1.404 euro e imposte ordinarie complessive pari a 1.264 euro.</p>
<p>In questo caso, considerando solo le imposte sul reddito, sarebbe <b>più conveniente l’ordinario</b>.</p>
<p>Al di là delle esemplificazioni proposte che comunque evidenziano come <b>non sempre</b> vi sia <b>convenienza</b> ad applicare il regime forfetario, oppure questa sia <b>molto modesta</b>, ogni soggetto dovrà valutare la propria <b>situazione complessiva</b> tenendo conto di vari aspetti quali, a titolo esemplificativo:<br />
&#8211; <b>incidenza</b> dei <b>costi reali </b>rispetto alla quota forfettizzata;<br />
&#8211; eventuale possibilità di fruire della <b>riduzione di un terzo</b> del reddito forfetario nei primi tre anni di attività;<br />
&#8211; impossibilità di fruire delle <b>detrazioni per oneri</b> nel regime forfetario, in assenza di redditi diversi da quelli d’impresa o lavoro autonomo;<br />
&#8211; potenziale assoggettabilità all’IRAP nel regime ordinario, a fronte dell’esclusione <i>ex lege</i> nel forfetario;<br />
&#8211; eventuali risparmi contributivi per gli imprenditori applicando il regime contributivo ad hoc.</p>
<p><b>Contributi INPS</b></p>
<p>I professionisti continueranno a versare alla Cassa di previdenza dell’Ordine di appartenenza, se iscritti ad un Ordine Professionale.</p>
<p>Per coloro che hanno un attività da professionista e non sono iscritti ad Ordini, la contribuzione è quella della Gestione separata, da calcolare e versare in sede di dichiarazione dei redditi e con le stesse scadenze.</p>
<p>Per chi esercita un attività di servizi, commerciante, artigiano e gli imprenditori, quindi iscritti alla gestione commercianti ed artigiani, vi è un trattamento agevolato per il calcolo dei contributi previdenziali.</p>
<p>Essi  ap­pli­­cano le aliquote contributive ordinarie per la Gestione artigiani e commercianti INPS in base solo al reddito dichiarato, senza obbligo di versare i contributi minimi, calcolati sul reddito minimo previdenziale.</p>
<p>In caso di versamento sul solo reddito imponibile, che non raggiunga il minimo annuale contributivo, non sarà calcolato un anno intero di anzianità contributiva, ai fini della pensione, ma percentualmente.</p>
<p>Altra questione riguarda l’imponibile sul quale calcolare le aliquote INPS.</p>
<p>La base imponibile contributiva dei minimi è costituita dal reddito imponibile ai fini IRPEF.</p>
<p>Quindi per i nuovi minimi la redditività forfettaria da tabella.</p>
<p>Perciò se il coefficiente forfettario è il seguente ed il ricavo incassato è di €.40.000, l’imponibile contributivo è pari al 40%, ovvero €.16.000, sul quale calcolare ed applicare le aliquote corrispondenti alla propria posizione previdenziale (commerciante, artigiano, senza cassa).</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="64">
<p align="center"><b>PROGRESSIVO</b></p>
</td>
<td width="203">
<p align="center"><b>GRUPPO DI SETTORE</b></p>
</td>
<td width="187">
<p align="center"><b>CODICI ATTIVITÀ ATECO 2007</b></p>
</td>
<td width="118">
<p align="center"><b>VALORE SOGLIA<br />
DEI RICAVI/COMPENSI</b></p>
</td>
<td width="71">
<p align="center"><b>REDDITIVITÀ</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">2</p>
</td>
<td width="203">Commercio all’ingrosso e al dettaglio</td>
<td width="187">45 &#8211; (da 46.2 a 46.9) &#8211; (da 47.1 a 47.7) &#8211; 47.9</td>
<td width="118">
<p align="center">40.000</p>
</td>
<td width="71">
<p align="center"><b>40%</b></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><b> </b></p>
<p><b>NB. </b>Nel caso di possibilità di usufruire<b> della riduzione prevista per i </b>soggetti che <b>avviano <i>ex novo</i>un’attività, che</b> per i primi tre anni, è prevista la riduzione di un terzo del reddito imponibile, se il coefficiente forfettario è quello precedente, ed il ricavo incassato è di €.40.000, l’imponibile contributivo è pari al 40%, <b>ma ridotto di 1/3, quindi, €.10.667, </b>sul quale calcolare ed applicare le aliquote corrispondenti alla propria posizione previdenziale (commerciante, artigiano, senza cassa).</p>
<p>Ovviamente a tutto ciò occorre aggiungere la <b>semplificazione contabile e amministrativa </b>prevista dal nuovo regime.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="64">
<p align="center"><b>PROGRESSIVO</b></p>
</td>
<td width="203">
<p align="center"><b>GRUPPO DI SETTORE</b></p>
</td>
<td width="293">
<p align="center"><b>CODICI ATTIVITÀ ATECO 2007</b></p>
</td>
<td width="155">
<p align="center"><b>VALORE SOGLIA<br />
DEI RICAVI/COMPENSI</b></p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>REDDITIVITÀ</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">1</p>
</td>
<td width="203">Industrie alimentari e delle bevande</td>
<td width="293">(10 &#8211; 11)</td>
<td width="155">
<p align="center">35.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>40%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">2</p>
</td>
<td width="203">Commercio all’ingrosso e al dettaglio</td>
<td width="293">45 &#8211; (da 46.2 a 46.9) &#8211; (da 47.1 a 47.7) &#8211; 47.9</td>
<td width="155">
<p align="center">40.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>40%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">3</p>
</td>
<td width="203">Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande</td>
<td width="293">47.81</td>
<td width="155">
<p align="center">30.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>40%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">4</p>
</td>
<td width="203">Commercio ambulante di altri prodotti</td>
<td width="293">47.82 &#8211; 47.89</td>
<td width="155">
<p align="center">20.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>54%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">5</p>
</td>
<td width="203">Costruzioni e attività immobiliari</td>
<td width="293">(41 &#8211; 42 &#8211; 43) &#8211; (68)</td>
<td width="155">
<p align="center">15.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>86%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">6</p>
</td>
<td width="203">Intermediari del commercio</td>
<td width="293">46.1</td>
<td width="155">
<p align="center">15.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>62%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">7</p>
</td>
<td width="203">Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione</td>
<td width="293">(55 &#8211; 56)</td>
<td width="155">
<p align="center">40.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>40%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">8</p>
</td>
<td width="203"><b>Attività Professionali</b>, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi</td>
<td width="293">(64 &#8211; 65 &#8211; 66) &#8211; (69 &#8211; 70 &#8211; 71 &#8211; 72 &#8211; 73 &#8211; 74 &#8211; 75) &#8211; (85) &#8211; (86 &#8211; 87 &#8211; 88)</td>
<td width="155">
<p align="center"><b>15.000</b></p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>78%</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="64">
<p align="center">9</p>
</td>
<td width="203">Altre attività economiche</td>
<td width="293">(01 &#8211; 02 &#8211; 03) &#8211; (05- 06 &#8211; 07 &#8211; 08 &#8211; 09) &#8211; (12 &#8211; 13 &#8211; 14 &#8211; 15 &#8211; 16 &#8211; 17 &#8211; 18 &#8211; 19 &#8211; 20 &#8211; 21 &#8211; 22 &#8211; 23 &#8211; 24 &#8211; 25 &#8211; 26 &#8211; 27 &#8211; 28 &#8211; 29 &#8211; 30 &#8211; 31 &#8211; 32 &#8211; 33) &#8211; (35) &#8211; (36 &#8211; 37 &#8211; 38 &#8211; 39) &#8211; (49 &#8211; 50 &#8211; 51 &#8211; 52 &#8211; 53) &#8211; (58 &#8211; 59 &#8211; 60 &#8211; 61 &#8211; 62 &#8211; 63) &#8211; (77 &#8211; 78 &#8211; 79 &#8211; 80 &#8211; 81 &#8211; 82) -(84) &#8211; (90 &#8211; 91 &#8211; 92 &#8211; 93) &#8211; (94 &#8211; 95 &#8211; 96) &#8211; (97 &#8211; 98) &#8211; (99)</td>
<td width="155">
<p align="center">20.000</p>
</td>
<td width="103">
<p align="center"><b>67%</b></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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